L’estrazione di acqua potabile nel deserto è un problema secolare per viaggiatori, commercianti e abitanti locali. Per questo motivo, l’invenzione dei geni del Massachusetts Institute of Technology e dell’Università della California a Berkeley non è passata inosservata sui media.
Dispositivo che estrae acqua dall’aria nel deserto
La notizia è interessante perché l’invenzione si basa non su aspetti teorici, ma è stata testata sul campo. Dopo aver sperimentato la produzione di acqua dall’aria in condizioni reali, gli scienziati hanno annunciato al mondo il loro sviluppo.
Secondo gli ricercatori, l’estrazione di acqua dall’aria era già stata realizzata in passato. Tuttavia, la condizione per un risultato positivo era un’umidità dell’aria superiore al 50%. Qui invece è stato possibile creare un meccanismo che funziona in modalità passiva senza consumi energetici, anche con un’umidità fino al 10%.
Il principio di funzionamento dell’apparecchio è semplice. Un materiale superporoso racchiuso in una struttura speciale MOF (framework metal-organico) attrae l’umidità e la accumula per un uso successivo. Il liquido viene immagazzinato nei pori e, sotto l’azione del sole, si condensa, per poi essere raccolto dall’utente. Il sistema è passivo e non richiede fonti di energia.
Le prove sul campo (nel deserto dell’Arizona) hanno mostrato che, in un giorno, una struttura da un chilogrammo ha raccolto 250 millilitri di acqua. Sebbene il dispositivo non possa essere definito compatto, gli esperti assicurano che ogni grammo di acqua è prezioso nel deserto. Si spera che gli americani non abbandoneranno questa innovazione e che il dispositivo salvavita possa arrivare agli abitanti delle regioni aride del pianeta.

