Il 16 ottobre sono arrivati sul mercato i primi notebook basati sulla piattaforma NVIDIA RTX Spark. Dopo tanto tempo NVIDIA non si presenta nei portatili come semplice fornitrice di schede video, ma come autrice di tutto il cuore della macchina: processore, grafica e memoria nello stesso chip. I preordini erano partiti già il 7 ottobre e ora i dispositivi di Microsoft, ASUS, Dell e Lenovo iniziano ad arrivare ai clienti. I modelli HP seguiranno più tardi, mentre i mini PC desktop con lo stesso chip sono promessi per novembre.
Cosa c’è dentro RTX Spark
RTX Spark viene definito un superchip, e non senza ragione. In un unico componente convivono la CPU Grace con architettura Arm e una GPU RTX di generazione Blackwell. Entrambe lavorano su un unico pool di memoria LPDDR5X fino a 128 GB. Non c’è la consueta divisione tra RAM e memoria video: tutto ciò che vede la CPU è subito disponibile anche per la GPU.
Il chip esiste in due versioni:
- Base: 18 core CPU e una GPU con 5120 core.
- Top di gamma (die completo): 20 core CPU e 6144 core grafici. È quello montato nella configurazione da 128 GB di memoria.
I notebook funzionano con Windows 11 per Arm. L’argomento principale di NVIDIA è l’intelligenza artificiale in locale: secondo l’azienda, la piattaforma gestisce modelli linguistici fino a 120 miliardi di parametri e una finestra di contesto fino a 1 milione di token. Si tratta di una dichiarazione del produttore, non del risultato di test indipendenti, ma l’idea è chiara: una grande quantità di memoria condivisa permette di caricare un modello che non entrerebbe nella scheda video di un normale notebook gaming.
Quali notebook sono già usciti e quanto costano
Al lancio partecipano otto produttori: Acer, ASUS, Dell, Gigabyte, HP, Lenovo, Microsoft e MSI. I prezzi qui sotto sono quelli del mercato statunitense, in dollari e al netto delle tasse, secondo Windows Central. Per l’Italia non sono ancora stati comunicati listini in euro.
- Microsoft Surface Laptop Ultra da $2599,99. Schermo da 15 pollici, touch, mini-LED con risoluzione 3K, fino a 128 GB di memoria, sistema di raffreddamento rivisto. In vendita dal 16 ottobre.
- ASUS ProArt P14 da $2599,99. 14 pollici, spessore di 0,55 pollici, peso di 3,26 libbre (circa 1,5 kg). ASUS lo definisce il notebook più leggero della gamma ProArt. In vendita dal 16 ottobre.
- ASUS ProArt P16 da $2799,99. 16 pollici, OLED, fino a 128 GB di memoria. In vendita dal 16 ottobre.
- Lenovo Yoga 9n da $3099,99. Convertibile con schermo da 16 pollici. In vendita dal 16 ottobre.
- Dell XPS 16 da $3799,99. OLED 3,2K con strato touch, spessore di circa 0,7 pollici. In vendita dal 16 ottobre.
- HP OmniBook X 14 da $2999,99 e HP OmniBook Ultra 16 da $3199,99. Entrambi attesi per il 4 novembre.
- MSI Prestige N16 Flip AI+ da $3299,99. Convertibile da 16 pollici con pannello Tandem OLED.
La soglia minima di $2599 riguarda le configurazioni di base. Le versioni con il chip top di gamma e 128 GB di memoria costano molto di più, quindi il budget reale per un RTX Spark “completo” supera facilmente quello di un buon notebook gaming.
Cosa dicono le prime recensioni
I giornalisti hanno ricevuto i dispositivi in anticipo, ma fino al 16 ottobre potevano parlare solo del chip, senza giudizi sui singoli notebook. Il quadro generale è comunque abbastanza netto.
Windows Central definisce molto potente la grafica di RTX Spark e osserva che la piattaforma dà il meglio con i modelli di IA locali. HotHardware scrive che la versione top N1X offre prestazioni multithread della CPU competitive rispetto alle principali piattaforme mobile e le migliori prestazioni grafiche della categoria. Tom’s Hardware elogia la maturità della piattaforma per un prodotto di prima generazione, ma dice senza giri di parole che i videogiochi non sono il suo punto forte. Tom’s Guide consiglia di non giudicare il chip solo dalla velocità del singolo core, perché così se ne perdono i vantaggi principali.
La stessa NVIDIA presenta RTX Spark come uno strumento per sviluppatori, designer, video editor e per chi esegue modelli di IA sul proprio computer. Nell’ondata di lancio non ci sono notebook gaming con questo chip. Insieme al debutto l’azienda aggiorna l’ecosistema software: GitHub Copilot, Perplexity e Hermes porteranno in locale i propri agenti di IA, mentre Microsoft aggiunge a Windows dei container isolati, così che gli agenti possano eseguire azioni nel sistema senza avere accesso illimitato.
I limiti da conoscere prima di comprare
Il primo, e il più importante: la memoria è saldata sulla scheda. Il quantitativo scelto all’acquisto resterà con voi per tutta la vita del notebook e non sarà possibile ampliarlo. Per una piattaforma come questa è un punto particolarmente delicato, perché è proprio la quantità di memoria a determinare quali modelli di IA potrete eseguire.
Il secondo: l’architettura Arm. Windows sa eseguire i programmi x86 tramite emulazione e, secondo i recensori, la maggior parte dei problemi di compatibilità è ormai risolta. Ma i programmi danno il massimo solo nelle versioni ARM64. Se il vostro lavoro dipende da software molto specifico, da driver per hardware datato o da utility aziendali, conviene verificare in anticipo che esistano build per Arm.
Il terzo: i giochi. I recensori riferiscono che i titoli più grandi girano sul chip e che la tecnologia DLSS 5 debutta proprio su RTX Spark, ma nessuno definisce questi notebook da gaming. Inoltre, le prestazioni grafiche di un modello specifico dipenderanno dal raffreddamento e dalle impostazioni di alimentazione scelte dal produttore, quindi lo stesso chip può comportarsi in modo diverso in scocche diverse.
Cosa significa per chi compra
RTX Spark apre una nuova nicchia: un notebook premium sottile, capace di tenere in memoria modelli di IA davvero grandi senza pesare come una workstation. Finora uno scenario simile nel mondo Windows richiedeva un ingombrante notebook gaming con scheda video dedicata, dove la memoria video è di norma molto più piccola.
A chi conviene guardarci già ora
Agli sviluppatori che testano modelli di IA in locale invece che nel cloud. Ai video editor e ai designer 3D che vogliono grafica potente e tanta memoria in una scocca portatile. A chi lavora con dati riservati e non vuole inviarli a servizi esterni. Per questi compiti la combinazione di molta memoria condivisa e grafica forte offre ciò che i notebook x86 tradizionali non hanno.
A chi conviene aspettare
Ai giocatori: un notebook gaming con RTX dedicata allo stesso prezzo è una scelta più sensata. A chi dipende da programmi di nicchia senza versioni per Arm. E a chiunque compri un notebook per ufficio, studio e navigazione: qui RTX Spark è semplicemente eccessivo e il sovrapprezzo si conta in migliaia di euro.
Un consiglio a parte riguarda la scelta della configurazione. Poiché la memoria non si espande, risparmiare su questo aspetto non ha senso. Se l’obiettivo è proprio l’IA locale, conviene puntare sulle versioni più alte, altrimenti il vantaggio principale della piattaforma resta sulla carta.
I produttori non hanno ancora annunciato prezzi ufficiali per l’Italia, e le prime partite, come di consueto, vanno al mercato statunitense. La strategia più ragionevole per la maggior parte degli acquirenti è aspettare le recensioni complete dei singoli modelli, che iniziano a uscire da oggi, confrontare raffreddamento e autonomia e vedere quanto in fretta gli sviluppatori rilasceranno programmi per ARM64. La prima generazione sembra già matura, ma di solito è la seconda a diventare davvero di massa.
Cosa abbinare a un nuovo notebook
Come quasi tutti i portatili sottili di oggi, i modelli RTX Spark puntano sulla USB-C per ricarica, monitor e periferiche. Per questo qualche accessorio economico è più utile di una custodia.
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